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Ieri mattina, 10/2/06, ci è pervenuta la segnalazione di un
delfino morto sulla spiaggia di Coroglio, antistante l'ex stabilimento
industriale dell'Italsider, nel quartiere di Bagnoli. Appena appresa la notizia ci siamo
recati sul luogo per accertare il fatto ed eseguire alcuni rilievi.
Anche il gruppo dell'Acquario di Napoli, con il quale ci siamo messi in
contatto, si era recato sul luogo per effettuare gli accertamenti del
caso e prelevare alcuni campioni di tessuto per le analisi.
Con un certo stupore ci siamo resi conto
immediatamente che si trattava di un bel esemplare adulto, ancora in
buono stato di conservazione, di Delfino comune Delphinus delphis, di circa 1,80m. La popolazione mediterranea di Delfino
comune, infatti, nonostante il nome, è in forte declino ed a rischio di
estinzione, tanto che nel 2003 è stata inserita nella lista rossa dell´IUCN (International Union for the Conservation of the Nature).
L'animale non presentava ferite sul corpo che potessero farne dedurre le
cause di morte. Soltanto il lato destro del capo era fortemente
escoriato, probabilmente perchè l'animale, morto in mare aperto, prima
di essere spiaggiato a Coroglio, galleggiava esponendo al sole ed
all'aria solo quella zona del capo, mentre le basse temperature del mare
di questo periodo hanno contribuito alla conservazione del resto del
corpo. Solo un'accurata autopsia potrebbe dirci qualcosa in più
sulle cause della morte.
Data la rarità dell'evento abbiamo chiesto consulenza al
Dr. Nicola Maio del Museo Zoologico dell'Università Federico II, e
membro del Centro Studi Cetacei, che ci ha confermato l'identificazione
della specie e la rarità dell'evento, trattandosi della seconda
segnalazione di spiaggiamento per questa specie in Campania. La prima è
avvenuta nel 2003 ad Ischia e documentata dall’Associazione
Delphis, particolarmente attiva proprio nello studio della
comunità di Cetacei che vivono al largo di Ischia.
Noi vogliamo trasformare questo triste ritrovamento nello spunto per una
profonda riflessione e per aggiungere un piccolo tassello alla
conoscenza di questa specie. Riportiamo, quindi, di seguito una scheda
informativa sul Delfino comune gentilmente inviataci dal Dr. Nicola Maio.
Approfittiamo, inoltre, per ringraziare Giovanni Sanges, pescatore
e
profondo conoscitore, nonché attento osservatore del mare, per averci
segnalato tempestivamente il ritrovamento.
M.Simeone & P.Masucci
Delfino comune Delphinus delphis
Linnaeus, 1758
Il delfino comune è un delfinide di mole piccola, lungo tra 1,8 e 2,2
metri e dal peso inferiore ai 100 kg. Presenta corpo elegante e
slanciato, la testa ha fronte bassa con rostro appuntito, più lungo e
sottile della stenella striata (Stenella coeruleoalba). La pinna
dorsale è alta, appuntita e di forma variabile, le pettorali sono di
media lunghezza mentre la caudale è sottile.
La pigmentazione si presenta scura sul dorso, con disegno tipico sui
fianchi a forma di “V” molto aperta, dove si incontrano due aree
colorate, una anteriore giallastra-beige e una posteriore grigiastra.
Una stretta fascia grigio-scura corre lungo i fianchi dalla mascella
inferiore fino al margine anteriore della pinna pettorale. Il ventre è
bianco tranne la coda, completamente nera.
Il nuoto è veloce con frequenti salti, spesso si avvicina alle
imbarcazioni nuotando nell’onda di prua (bowriding); non è raro vederlo
in un simile comportamento anche nei pressi delle balenottere comuni. In
immersione raggiunge profondità fino a 300 metri ed apnee di oltre 8
minuti.
Esistono popolazioni fondamentalmente pelagiche, però nel Mediterraneo
si avvicina alle acque costiere assai più della stenella. È uno dei
Cetacei più gregari.
Specie molto studiata per la capacità di produrre una notevole
variazione di suoni. Si nutre generalmente di pesci e cefalopodi. La
dentatura è ben sviluppata (tra 80 e 130 denti per mascella).
Si riproduce nei mesi estivi; la gestazione dura circa 10-11 mesi, ed
anche le nascite sono concentrate nel periodo estivo.
Vive nelle acque calde e temperate di tutti gli oceani del mondo. Nel
Mediterraneo centrale sono oggi note tre comunità residenti di questi
delfini: quella delle Isole Ionie in Grecia, dell’Isola di Malta e
dell'isola di Ischia. Nel resto del Mediterraneo la specie è presente
nel Mar di Alboran, nel Mar Nero e presso il Delta del Nilo.
Delphinus delphis, come tutte le specie di Cetacei del mondo, gode della
protezione legale di leggi internazionali e nazionali. La specie è,
infatti, inserita nell’Appendice II della CITES, relativa alla
Convenzione di Washington, che ha lo scopo di disciplinare il commercio
di piante e animali selvatici e che vieta anche la detenzione
dell’animale morto o di parti di esso. In quanto specie di Cetaceo del
Mediterraneo la sua conservazione é contemplata anche da alcune
convenzioni internazionali come la Convenzione di Bonn e da accordi
internazionali come l’ACCOBAMS (Accordo di Monaco sulla conservazione
dei Cetacei del Mar Nero, del Mediterraneo e delle zone atlantiche
contigue). Dal 2003 la specie è inoltre inserita nella Lista Rossa
Mondiale IUCN.
In Italia il delfino comune è protetto, come gli altri Cetacei, dalla
Legge quadro sulla protezione della fauna che riguarda le “Norme per la
protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”
e dalla “Direttiva Habitat”.
Nicola Maio
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