Pulizia dei Fondali della Grotta del Lazzaretto di Coroglio (Nisida - Napoli)

Venerdì 16 settembre, alle ore 13.00

L'iniziativa, svolta nell'ambito della manifestazione di Legambiente “Puliamo il Mondo/Puliamo il Buio”, è promossa dall'Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei e dall'Assessorato all'Ambiente del  Comune di Napoli, in collaborazione con il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, con il supporto della Capitaneria di Porto e con il patrocinio della Federazione Speleologica Campana.

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La Grotta del Lazzaretto, localizzata parallelamente alla strada che collega l'isola di Nisida alla terraferma è nota alla comunità scientifica per le ricerche di Filippo Cavolini, primo biologo marino napoletano che utilizzò la cavità in modo pionieristico come laboratorio naturale sul campo. Scavata probabilmente in età romana all'interno di uno scoglio detto “Chiuppino” come tunnel di comunicazione tra l'isola di Nisida e la terraferma è lunga circa 130 metri, larga 5 metri ed ha un'altezza massima di 4,5 metri; la sua funzione era legata alle installazioni portuali ancora poco studiate, poste in prossimità dell'isola di Nisida. La sua profondità media è di 2,5 metri.
Sopra questa grotta era localizzato l'antico lazzaretto di età vicereale e da cui il nome della cavità stessa. Il lazzaretto era utilizzato quale luogo di quarantena per animali e piante; pertanto l'isolamento e la vicinanza di un porto erano necessarie.
Studiata dai ricercatori fino agli anni '50 del XX secolo ha visto un lento declino. L'ingresso principale ha un'esposizione SW e lungo l'intero tunnel vi sono spiragli di luce da SE, per cui la grotta non è completamente buia ma consente una visita ricca di fascino.
La grotta in età romana doveva essere più rialzata ed il vero “pavimento” della grotta attualmente è ricoperto di sabbia che si è sedimentata dopo la chiusura dell'altro ingresso NE, avvenuto a seguito della  colmata di cemento realizzata per la costruzione dell'attuale via di collegamento tra Nisida e Coroglio. Nella parte superiore più nulla è rimasto dell'antico Lazzaretto Borbonico, e al suo posto svetta una fatiscente costruzione in cemento armato.
Attualmente sia lo scoglio del Lazzaretto che la cavità sottostante versano in uno stato di abbandono e degrado. L'antico tunnel romano è colmo di materiali di trisulta in gran parte provenienti dal limitrofo impianto di allevamento cozza. In particolare sono presenti enormi quantità di reti per cozze, manicotti di gomma, cordame tubature, copertoni, batterie usate, ecc....

Scopo di questa iniziativa è restituire un pò di dignità a questo piccolo tesoro dimenticato della nostra Città, affinchè si possa arrivare al più presto ad una concreta riqualificazzione del sito.

 Guarda il Video delle operazioni di pulizia del Lazzaretto:

Se vuoi darci una mano a tutelare il mare di Napoli:

http://www.gaiola.org/Volontariato_Gaiola.htm



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