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Volontariato e tutela ambientale
Nell’ambito delle proprie
finalità istituzionali, il C.S.I. Gaiola onlus svolge
attività di volontariato finalizzate alla tutela delle
risorse naturalistiche e storico archeologiche con
particolare riguardo all’ambiente marino-costiero della
Città di Napoli. Sin dalla nascita gran parte degli
sforzi si sono concentrati nel recuperare dallo stato di
degrado in cui versava il sito della Gaiola, attraverso
un’attività quotidiana di presidio, informazione, tutela e
sensibilizzazione.
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Controllo, informazione e sensibilizzazione a
terra e a mare

Al fine di raggiungere risultati significativi nell’azione
di tutela delle risorse naturalistiche e storico
archeologiche dell'ambiente marino-costiero del Parco
Sommerso di Gaiola, il CSI Gaiola
svolge una costante attività di informazione e
sensibilizzazione sul territorio per una fruizione
sostenibile delle risorse marino-costiere dell'AMP. Tale
attività viene svolta parallelamente a terra e a mare
mediante l’utilizzo dei propri mezzi nautici e d'intesa con
la Capitaneria di Porto di Napoli e gli altri organi di
sorveglianza dell'AMP. Durante la stagione estiva
particolare attenzione viene posta nel controllo
dell'attività diportistica, della pesca subacquea e
dell'abbandono di rifiuti da parte dei bagnanti. Nell'ambito di tale attività
vengono, inoltre, annotate su di un’apposita scheda
prestampata gli illeciti rilevati nelle diverse zone del
Parco al fine di raccogliere dati utili per sviluppare
opportune strategie di gestione. L’attività di controllo ed
informazione a terra viene svolta anche mediante la
realizzazione di opportuna cartellonistica informativa sull’A.M.P.,
dislocata nei punti di accesso pubblico al mare, su spiagge
e banchine.
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Pulizia
ordinaria e straordinaria dei fondali dell’AMP
Anche
l’attività di pulizia dei fondali dell’AMP rappresenta un
impegno costante del CSI Gaiola. I decenni di abbandono di
questo tratto di costa avevano portato all’accumulo di
enormi quantità di rifiuti sui fondali dell’AMP, che spesso
occultavano le stesse strutture archeologiche sommerse.
Nel 2008 nell’ambito della collaborazione istituzionale per
il progetto UNESCO, il CSI Gaiola si è occupato di
realizzare un intervento straordinario di bonifica dei
fondali dell’AMP, ingombri di ogni sorta di rifiuti con una
stragrande maggioranza di materiale di risulta dei cantieri
edili sorti negli anni passati lungo la costa.
A questo grosso lavoro di bonifica, negli anni successivi è
seguita un’attività di ordinaria pulizia dei fondali
dell’AMP che, soprattutto durante la stagione estiva,
vengono continuamente invasi da rifiuti derivanti in massima
parte da attività di balneazione pubblica e privata presente
sulla costa.
Tale attività coinvolge collaboratori e volontari del CSI
Gaiola in possesso di abilitazione alle attività subacquee
ma anche semplici bagnanti che senza prendere parte alle
attività di recupero sottomarino vengono coinvolti in
attività a terra al fine di sensibilizzare i fruitori stessi
ad avere maggiore rispetto per il proprio mare.
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Pulizia
ordinaria di spiagge, banchine e scogliere pubbliche della
Gaiola

L’ordinaria pulizia delle spiagge, banchine e scogliere di
accesso pubblico presenti all’interno dell’Area Marina
Protetta della Gaiola ha da sempre rappresentato una
problematica annosa del sito. Nonostante l’area rappresenti
uno dei pochi accessi pubblici da terra al mare dell’intero
litorale napoletano, causando un enorme sovraffollamento di
bagnanti soprattutto durante la stagione estiva, il Comune
di Napoli non ha mai previsto un ordinario servizio di
pulizia del sito di balneazione pubblica, interno all’AMP.
Questo provocava l’accumulo di enormi quantità di rifiuti
che restavano a marcire sotto il sole finendo spesso
direttamente a mare. La presenza continuativa dal 2006 di
collaboratori e volontari del CSI Gaiola ha permesso negli
anni di far fronte a tale problematica attraverso
l’ordinaria pulizia di spiagge, banchine e scogliere
pubbliche in modo da impedire l’accumulo di rifiuti dovuti
alle mareggiate invernali o alla balneazione estiva,
evitandone il riversamento in mare e garantendo il decoro e
la pulizia del luogo, porta d’accesso all’AMP. Tale attività
viene coadiuvata durante la stagione estiva dai gestori
chiosco presente nell'area di accesso pubblico di Cala S.
Basilio. Parallelamente il CSI Gaiola porta avanti campagne
di sensibilizzazione ed educazione dei bagnanti finalizzate
ad evitare l’abbandono dei rifiuti in spiaggia anche
attraverso l’apposizione di opportuna cartellonistica. Nel
2010 il CSI Gaiola in collaborazione con il FAI ha lanciato
la campagna “Chi ama la gaiola non la sporca” . Durante il
mese di Luglio sono stati distribuiti ai bagnanti sacchi in
tela prestampati per invitarli a portare con sé i propri
rifiuti.
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Contrasto
alla pesca illegale nell’AMP

Le attività di pesca illegali continuano ad essere
quotidianamente perpetrate all’interno del perimetro
dell’Area Marina Protetta di Gaiola (Zona A e B), da sempre
considerata una delle zone più pescose della fascia
costiera. L’attività di pesca è certamente ancora oggi la
maggiore causa di deterioramento delle biocenosi costiere e
depauperamento delle risorse ittiche del Parco. Benché allo
stato attuale l’attività di pesca professionale non è
praticabile né in zona A, né in zona B, l’AMP è
quotidianamente frequentata da imbarcazioni dedite alla
piccola pesca costiera. Tra le altre sono ancora praticate
attività di pesca di frodo altamente impattanti come la
pesca con la potassa caustica e la pesca l’utilizzo di
materiale esplosivo. Alle attività di pesca professionale
illegali si sommano le attività di pesca sportiva subacquea
che, soprattutto durante la stagione estiva raggiungono
cifre allarmanti, andando ad incidere pesantemente su alcune
specie target caratteristiche dei fondali rocciosi dell’AMP.
Dal 2006, il CSI Gaiola sta portando avanti una campagna di
monitoraggio delle attività di pesca illegali perpetrate ai
danni dell’AMP. Tale attività prevede anche appositi
transetti in immersione subacquea per l’individuazione degli
attrezzi da pesca illegali all’interno dell’AMP. Grazie al
coordinamento sempre più stretto con le autorità preposte al
controllo degli illeciti nell’AMP, negli ultimi due anni si
è riusciti ad organizzare importanti operazioni di sequestro
delle attrezzature da pesca illegali che infestavano l’AMP.
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Recuparo Aree in stato di degrado e abbandono

Uno dei principali fattori di degrado dell’area della Gaiola
era rappresentato dalla presenza di una vasta struttura
denominata “il Conventino”, di proprietà della Regione
Campania, in totale stato di abbandono e degrado,
posizionata proprio sulla scogliera antistante la Zona A di
Riserva Integrale del Parco.
Il trentennale stato di abbandono di tale struttura incideva
in maniera determinante sulla capacità di controllo
dell’area e sulla possibilità di garantire il giusto decoro
del sito, per una reale riqualificazione ambientale e
sociale dell’area.
L’incessante attività di denuncia dello stato di degrado
dell’immobile effettuata e documentata dal CSIGaiola negli
ultimi anni, supportata dall’Ente gestore dell’AMP, ha
portato finalmente all’affidamento dell’immobile al Parco
affinché fosse utilizzato per le finalità istitutive dello
stesso.
Il lavoro congiunto della Soprintendenza Archeologica di
Napoli e Pompei e del CSI Gaiola Onlus negli ultimi due anni
è riuscito a trasformare un simbolo di degrado in un Centro
operativo per la Ricerca e la Divulgazione scientifica
nell’AMP.
AIUTACI a difendere
l'ultimo paradiso della Costa di
Napoli
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volontariato del CSIGaiola onlus in difesa del Parco
sommerso di Gaiola
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il supporto di tutti quelli che per passione, studio e amore
per il nostro Mare, siano interessati a salvare l'ultimo
paradiso marino della costa napoletana.
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aiutarci a difendere il Parco Sommerso di Gaiola può
scriverci al seguente indirizzo
info@gaiola.org e venire a sottoscrivere il
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